Dal 2008 ad Alghero la Maison trasforma natura, storia e memoria della Sardegna in fragranze. Un viaggio iniziato davanti al Mediterraneo e diventato, negli anni, ricerca olfattiva, profumeria artistica e racconto contemporaneo dell’Isola.
Che profumo ha la Sardegna?
Sa di mare e di vento. Di elicriso sulle dune, ginepri modellati dal maestrale, macchia mediterranea e boschi. Sa di roccia scaldata dal sole, di salsedine sulla pelle. Ma anche di storia, di popoli arrivati dal mare, di miti, riti e memorie antiche.
Sa di ricordi e di emozioni. Sprigiona la sensazione di appartenere a un luogo o il desiderio improvviso di tornarci. È da questa domanda, e soprattutto dal desiderio di tradurne la risposta in un linguaggio universale, che prende forma la storia di Acqua di Sardegna.
Una storia cominciata nel 2008 ad Alghero, dove il Mediterraneo incontra i bastioni e dove Mauro Aprea, dopo aver viaggiato per i suoi mari, sceglie di fermarsi e fondare la propria Maison. Per lui natura e cultura sono inseparabili. E il profumo diventa lo strumento attraverso il quale raccontarle.
Non una semplice essenza da indossare, dunque, ma un modo per racchiudere qualcosa di apparentemente impossibile da trattenere: l'identità di un'isola. Una filosofia che ancora oggi Acqua di Sardegna sintetizza in una parola: Isoladentro.
Raccontare la Sardegna non riproducendo semplicemente gli aromi, ma cercando di interpretarne l'identità più profonda e trasformandola in un linguaggio olfattivo capace di superare i confini dell'Isola. È l'inizio di un viaggio che continua ancora oggi.
Raccontare ciò che non si vede
Ci sono luoghi che ricordiamo attraverso un'immagine. Altri attraverso un suono. Poi ci sono luoghi che tornano improvvisamente attraverso un odore.
L'olfatto possiede una straordinaria capacità evocativa. Basta una nota per riaprire una memoria che sembrava lontana, riportare alla mente un paesaggio, una persona, una stagione della vita.
Per Acqua di Sardegna il profumo diventa così strumento di narrazione.
La natura dell'Isola offre un vocabolario olfattivo straordinario. Profumi che cambiano a ogni passo e che appartengono all'esperienza stessa della Sardegna.
Ma la natura è soltanto il primo livello del racconto. Un territorio è fatto anche delle persone che lo abitano, delle civiltà che lo hanno attraversato, delle parole che conserva, delle tradizioni, dei miti e delle storie tramandate nel tempo. Trasformare tutto questo in profumo significa provare a dare una forma all'invisibile.
Dalla Sardegna, una storia iniziata nel 2008
Quando nel 2008 nasce il progetto Acqua di Sardegna, tutto è già pensato come un tributo all'Isola. Il sole che tramonta sul mare diventa il primo segno del marchio. Il colore richiama la trasparenza dell'acqua. Il flacone evoca la forma di un'onda, il tappo un sasso modellato dal mare.
Le fragranze cercano nella freschezza della brezza marina, negli agrumi e nei fiori le prime parole di un racconto che negli anni diventerà sempre più complesso.
Ed è forse questa la chiave più autentica per comprendere Acqua di Sardegna. Prima del prodotto viene il racconto. Prima della fragranza viene il luogo.
Negli anni la ricerca si amplia. Mirto, elicriso, lentisco, ginepro e altre suggestioni mediterranee entrano nel vocabolario della Maison. Le fragranze diventano più complesse, il design evolve, la ricerca si spinge verso nuove composizioni. Ma soprattutto cambia la profondità del racconto. Dalla natura si passa progressivamente alla cultura, alla storia, alla memoria.
È un'evoluzione coerente con la filosofia dell'Officina Profumiera Sarda: preservare e valorizzare l'arte della profumeria attraverso un lavoro in cui esperienza, sensibilità e dedizione incontrano la selezione delle materie prime, la ricerca di nuove armonie e un processo artigianale che richiede tempo e attenzione.
Un profumo, del resto, non nasce da una sola essenza. È una composizione.
Le note si incontrano e si trasformano in una piramide olfattiva: un inizio più immediato, un cuore che rivela il carattere della fragranza e un fondo destinato a rimanere. È quasi una narrazione in tre atti, nella quale la materia viene progressivamente trasformata in emozione. Ed è proprio questa grammatica invisibile a permettere alla Maison di raccontare Sardegne differenti.
Una fragranza diventa una porta: la si apre attraverso l'olfatto e, dall'altra parte, possono esserci un paesaggio, una leggenda, un frammento di memoria, un popolo.
Isoladentro
Dal 2008 a oggi Acqua di Sardegna è cresciuta, ha ampliato le proprie collezioni, ha intrapreso il percorso della profumeria artistica e ha portato le sue creazioni oltre i confini dell'Isola. Eppure il centro è rimasto lo stesso: la Sardegna.
Non quella da cartolina, ma quella da ascoltare e interpretare. Una terra in cui natura e cultura sono inseparabili, dove il vento modifica continuamente il paesaggio e ogni stagione cambia gli odori della vegetazione e del mare. Raccontarla attraverso il profumo significa allora provare a custodire qualcosa che, per sua natura, non può essere trattenuto.
Un odore passa. Un'emozione resta. È proprio questa la sfida che Acqua di Sardegna porta avanti da quasi vent'anni: trasformare in memoria olfattiva ciò che rende unica un'isola. Il mare. Il vento. La terra. Le storie. Le persone. Un'isola fuori. E un'isola dentro.
Acqua di Sardegna. Isoladentro.
